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Nella sezione ” I FASCI DI LUCE”

le nuove opere anno 2014

 

L’arma dei Carabinieri nel bicentenario (1814 – 2014)

l'arma dei carabinieri nel bicentenario1 Donato al Comando della Legione Carabinieri Lazio Roma, Piazza del Popolo – 5 giugno 2014

Palazzo Laurenti in Spoleto

Collettiva al femminile dal 16 maggio al 3 giugno 2014

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In area video l’inaugurazione dell’esposizione presso il Centro Culturaledell’AMBASCIATA ARABA D’EGITTO

dall’11 al 18 febbraio 2014,prorogata al 26 febbraio 2014

locandina mostra Pietra Barrasso   invito nEROWEBocchio1

AREA VIDEO

IMAGINE 2014 da un’idea del Prof. Giammarco Puntelli 

Esposizione itinerante – Biella, Archivio Pria 31 maggio 2014

IL METAFORMISMO di Giulia Sillato 

Chiostro del Bramante – 19 giugno – 20 luglio 2014

Arte al Femminile – Omaggio a Anne Saporetti

Palazzo Laurenti – 16 maggio – 6 giugno 2014

Esposizione di pittura presso Centro Culturale dell’Ambasciata ARABA D’EGITTO

Collezioni: cicli pittorici

Fasci e scintille di luce – Palazzo Valentini – Provincia di Roma

Personalità Europea anno 2012 – Roma 11 dicembre 2012

I FASCI DI LUCE

riflessi blu -2014 2014 - vortice di luce 2014 - rifessi 2014 - Raggi di luce 2014 - oltre la luce 2014 - magia di luce 2014 - 'Luci nella notte' - 2014 - Luci d'autunno 2014 - dentro la luce 2014 - cascata di luce 2014 - Anima di luce

“ FASCI DI LUCE”  di RINO CARDONE

Una pittura di impianto materico svolta a piene masse di colore quelle di Pietra Barrasso, che per la ricchezza di tinte della sua tavolozza cromatica suscita delle emozioni profonde nello spettatore.

L’Artista si è formata con Antonio CORPORA con il quale condivide la maniera di trattare il colore per velature sovrapposte nell’ intento di voler suggerire un senso di profondità del quadro che si fa in questa  maniera specchio profondo di un suo sentire interiore.

Pietra Barrasso espone le sue opere in importanti Gallerie e Musei Nazionali ed Internazionali, in particolare negli Stati Uniti d’America.

La sua pittura evoca magiche  atmosfere come può essere un fascio di luce o il rosso di un tramonto trasposta però in una dimensione astratta che racconta un paesaggio dell’anima prima ancora che della natura nel quale prendono corpo e consistenza i segni di una personalità artistica dinamica, sertiva, attenta al contemporaneo di una pittura pittura che non potrà mai scomparire sotto i colpi della dimensione concettuale, relazionale o digitale che sia.

“LO SCINTILLIO DELLA LUCE ” di ANGELA DELLE DONNE

La produzione artistica di Pierina Barrasso, in arte Pietra, si connota fortemente per il tratto deciso e per la consistenza materica del colore. I toni caldi primeggiano e, di volta in volta, si alternano ai toni delicati del verde e ai toni intesi del blu.

L’artista campana porta con sé un’esperienza pluridecennale che si è consolidata nel tempo, attraverso incontri proficui con personalità artistiche e della critica d’arte, e attraverso sodalizi con musei e gallerie, anche oltreoceano.

Il figurativo essenziale del dato floreale, piano piano è venuto meno per dare spazio alla pennellata, che si traduce in vortici di colore, tratti ondulatori e fasce ben distese e delineate.

La vitalità delle sue opere traduce in arte gli aspetti positivi della natura umana; il perdersi del confine tra un colore e l’altro, tra una pennellata e l’altra, rimanda prepotentemente alla complessità della dimensione umana che richiede introspezione e fiducia per essere compresa.

Nell’opera Fascio di luce la tela è attraversata da una folgorazione di gialli; dall’alto verso il basso, perfettamente nel mezzo, il colore scivola fino alla fine e non c’è possibilità di sfuggire a tale forza espressiva.

Tutto il resto rimane dietro, si tratta comunque di colori intensi e materici, ma il fascio centrale diventa lo spazio di luce sotto il quale posizionarsi per poter guardare e per potersi relazionare con se stessi. E se anche l’opera non fosse frontale, ma in basso rispetto al nostro sguardo, oppure posta in alto, ecco ancora il fascio di luce è lì, la scia si espande per continuare al di fuori dell’opera, per essere seguita ovunque, per lasciarci condurre in ogni direzione al di fuori delle nostre – tal volta ristrette – riflessioni.

La tela Onde luminose ci restituisce la medesima riflessione: qui è la purezza del bianco a condurre i passi della mente; l’occhio è costretto a osservare la scia, non riesce a concentrarsi su altro poiché la striscia verticale si pone al disopra di tutto il resto. In riflessi di luce la fascia accentratrice nasce da un vortice, ma assume presto la sua forma e ci rivela ancora una volta la tutta forza vitale.

Non possiamo sottrarci alla traccia luminosa che unisce l’espressività di Pietra Barrasso con il mondo esterno.

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Rosso Tramonto

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Rosso: Vibrazioni di Luce

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Riflessi di luce

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Raggi Luminosi

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Raggi di Primavera

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Raggi d’inverno

Raggidiluce

Raggi di luce

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Raggi d’estate

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Raggi d’autunno

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Raggi

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Particolare: guardando il mare

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Pioggia di luce

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Panorama di luce e colore

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Panorama di colori

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Onde luminose

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Musica del mare

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Luci e scintille

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Luci d’estate

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Il girasole

Fasciodiluce

Fascio di lucefascidiluce

Fasci di luce

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Riflessi arancio

RIFLESSI DI LUCE 2013

Riflessi di luce 2013

RIFLESSI BLU Senza titolo-1

Riflessi blu

RIFLESSI AZZURRI Senza titolo-1

Riflessi azzurri

RIFESSI AL TRAMONTO

Riflessi al tramonto

RAGGI SULLA FINESTRA

Raggi sulla finestra

Raggi nel sole

Raggi nel sole

RAGGI DELL'UNIVERSO

Raggi dell’universo

LUCI SULLA TERRA

Luci sulla terra

Girasole

Girasole 2013

FASCI LUMINOSI

Fasci luminosi

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Nel linguaggio della pittura, che il Novecento ci ha consegnato in eredità come una grande ricchezza, non è raro che la neofigurazione e l’informale si incontrino per dialogare nello spazio di una stessa tela, quella richiesta da un bisogno di rappresentazione e di testimonianza, questo volto ad assecondare il ritmo del colore, la musica profonda, il canto libero del soggetto che si esprime. Un dialogo così fatto si coglie con nettezza in quest’opera di Pietra Barrasso. I rossi e i gialli che talora si rapprendono e aggettano densamente materici, squillanti di acuti di luci, scorrenti per flussi lineari e spirali e vortici come un corso d’acqua che riempie la superficie, e mai non s’arresta, prodigiosamente epperò necessariamente a tratti consistono in forme, in sembianti accennati: un albero che un’aridità invincibile ha reso scheletrico, un bambino imbozzolato nella propria sterminata disumana povertà, un rapace che in posa di avvoltoio allegorizza l’agguato della morte, un bolide che se ne fa trespolo, stolido e vuoto simbolo di un occidente ottuso, di una incivile civiltà dimentica, che ha per dio il consumo egoista e dissipatore. Per immagini essenziali, per impulsi baluginanti la rappresentazione scrive qui una storia che appartiene tragicamente alla storia che continua ingiusta e s’aggrava, che ci riguarda ancora in questo millennio, ma che non si esita a rimuovere, a coprire di indifferenza; e, con l’accompagnamento dei bianchi di antichi profili etnici, come affioranti dalla pittura parietale, essa dice della necessità di prendere la parola, di non deflettere dall’impegno civile e dal richiamo alla coscienza collettiva, che è stata sempre una delle ragioni istitutive dell’arte. Accanto ad un’altra ragione istitutiva: la liberazione del linguaggio delle immagini dalle strette di una comunicazione soltanto funzionale e strumentale, nella prospettiva di un’altra realtà, in vista di un mondo parallelo acceso dall’energia pulita e dall’utopia del colore. E il colore trionfa fluendo nella corrente informale dei rossi e deli gialli.  Marcello Carlino

È’ un singolare esempio di manierismo contemporaneo intriso di quella spettralità che domina gli stati d’animo dell’uomo odierno: affidando all’istinto la sua razionalità, ne diventa immune, imprigionando gli slanci più preziosi nel fuoco della disperazione …Giulia Sillato